Biografia

Roma, 1914 – Roma, 1998

Toti Scialoja inizia molto presto a dimostrare un versatile talento artistico, sia come pittore che come poeta.

Nel 1939 un suo disegno viene segnalato dalla giuria della Quadriennale di Roma e nel 1940 realizza la sua prima mostra personale a Genova. Durante la guerra, prima di farsi partecipe della Resistenza, espone a Roma con Giulio Turcato e Emilio Vedova.

Sono tuttavia gli anni ’50 che vedono una definitiva svolta della sua arte, che abbandonati i moti espressionisti e cubisti delle origini, trova definitivamente la sua strada nell’astrattismo informale.

Partecipa alla Biennale di Venezia in ben tre occasioni consecutive, dal 1950, al 1954.

Al 1957 risalgono le prime Impronte, tracce di colore deposto, stampato da una superficie all’altra, dalla carta alla tela.

Fra il 1955 e il 1965 viaggia e soggiorna in America e a Parigi, espone alla Galleria Viviano a Manhattan raggiungendo fama e notorietà internazionale ed entrando in contatto con gli altri protagonisti dell’espressionismo astratto, Mark Rothko, Willem de Kooning e Robert Motherwell.

Partecipa ancora una volta, nel 1964, alla Biennale di Venezia.

Al 1966 risale una mostra personale presso la Galleria Marlborough a New York.

Nel corso degli anni ’70 Scialoja attraversa una lunga fase di riflessione per quanto riguarda l’ambito figurativo, a cui si contrappone invece una grande vitalità a livello poetico. Terminata questa fase riprende con incredibile vigoria ed ispirazione a dipingere dal 1982 sino alla morte. Questo decennio lo rivela anche autore di libri di poesie per bambini (con i titoli ‘Amato topino caro’, ‘La zanzara senza Z’, ‘il Ghiro ghiro tonto’).

Ritorna con grande successo alla Biennale nel 1984 con una sala personale. In quest’ultima fase della sua vita si collocano quelle che sono definite le sue opere migliori.

Nel 1991 gli viene dedicata una grande antologica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e una mostra dei suoi disegni per bambini.