Biografia

Roma, 10 maggio 1940

Esponente della pittura-scrittura, Simona Weller nasce a Roma il 10 maggio 1940. Si trasferisce poi a Spoleto dove, frequentando le scuole medie ha come insegnante Leoncillo Leonardi, il quale incoraggerà il suo precoce talento. Terminato il Liceo Classico a Roma, si iscrive all’Accademia di Belle Arti dove avrà come docenti Ferruccio Ferrazzi, Mario Mafai e Mino Maccari.

L’Accademia le serve per disegnare tutti i giorni dal vero e poi, grazie ad una borsa di studio per il Siam, a trovare la sua identità pittorica: ciò che più la colpisce in Oriente sono le insegne dalla scrittura indecifrabile, caratteri cuneiformi e ideogrammi di cui intuisce la segreta armonia.

Inizia a fare del viaggio una ricerca pittorico-stilistica. Al ritorno da ognuno delle sue lunghe trasferte (in Thailandia, Egitto e poi Spagna) Simona frequenta i corsi dell’Accademia di Roma fino alla tesi finale sull’antica pittura egiziana.

Nel 1961 si sposa con Roberto Veller Fornasa con cui avrà due figli. Sceglie di vivere nella campagna umbra, per dipingere e poter far crescere più agevolmente i figli.

All’inizio del 1970 Simona affronta una rivoluzione privata, si separa dal marito e diventa assistente di Giulio Turcato. Intanto convive con il poeta e critico Cesare Vivaldi. Sono gli anni in cui riscopre che anche un quadro può gremirsi di parole, oltre che di colori.

Nel 1973 viene invitata alla X Quadriennale di Roma nella sezione non figurativa.

Nel 1974 viene segnalata al Premio Bolaffi da Giuliano Briganti. Ora le sue opere nere, sorta di trompe-l’oeil di lavagne, si alternano a grandi tele colorate in cui una parola tracciata all’infinito si stratifica a formare una trama o tessitura.

Nella primavera del 1976 soggiorna qualche mese a New York dove frequenta alcuni artisti di varie tendenze come Marcia Hafif, Robert Morris, Simone Forti. A New York incontra anche il gallerista Leo Castelli.

È durante questo decennio che ha incontrato e fatto amicizia con i grandi vecchi dell’arte italiana: Giorgio De Chirico, Alberto Burri, Afro Basaldella. Inoltre ogni anno, tra il ’70 e l’80, da giugno a settembre, lavora in Liguria, dove tra gli altri incontra Andy Warhol, impegnato a scrivere la propria autobiografia mentre è ospite della gallerista svizzera Janneret.

Nel fervore delle estati liguri Simona comincia a lavorare la ceramica ed espone anche ad una mostra internazionale a Villa Faraggiana ad Albisola. Completerà le sue ricerche sulla ceramica lavorando, fino ad oggi, periodicamente nella fabbrica l’Antica di Alviero Moretti a Deruta presso la Fondazione Moretti, partecipando tra gli altri al progetto culturale Deruta 2000 e alla mostra scambio Algeri-Deruta.

Gli anni Settanta si chiudono con la prima antologica di Simona Weller al Museo d’Arte Moderna di Macerata nel 1980.

L’invito alla Quadriennale del 1986, permette alla Weller un’ulteriore scatto in avanti nel suo percorso di artista.

Nonostante la sua feconda energia creativa, la vita della Weller ha sopportato eventi molto dolorosi. Nel 1993 muore Roberto Veller Fornasa, con cui si era riconciliata. Nel 1998 muore anche Cesare Vivaldi, da cui si era separata nel 1982, mentre nel 2003 muore la madre.

Nel 2004 sposa il giovane critico Sandro Barbagallo, già autore di una tesi di laurea sulla sua pittura.

L’8 marzo del 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su indicazione del Premio Nobel Rita Levi Montalcini, premia di persona la sua attività nel campo della cultura con l’onorificenza di Commendatore.

Nel 2009 vince il concorso per la Medaglia Ufficiale Annuale del V anno di Pontificato di Sua Santità Benedetto XVI, indetto dalla Segreteria di Stato della Città del Vaticano. Coniata dalla Zecca Italiana, Simona Weller ha modellato il rovescio dedicandolo a San Paolo. Il primo a riceverla in dono è stato il presidente americano Barack Obama nel corso della sua visita in Vaticano.