Biografia

Comiso, 23 ottobre 1915 – Milano, 3 giugno 1997

Salvatore Fiume è stato un pittore, scultore, architetto e scrittore.

Nel 1931, grazie ad una borsa di studio, entra al Regio Istituto d’Arte del Libro di Urbino dove apprende nozioni approfondite sulle varie tecniche della stampa: litografia, serigrafia, e xilografia.

Nel 1936, terminati gli studi, si reca a Milano dove conosce diversi tra artisti e intellettuali fra cui Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri, con i quali stringe legami di amicizia.

Due anni più tardi, nel 1938, si trasferisce a Ivrea, presso la Olivetti, ricoprendo il ruolo di direttore artistico della rivista ‘Tecnica e Organizzazione’, particolarmente cara al presidente Adriano Olivetti.

Sebbene intendesse affermarsi come pittore, Fiume ottiene il suo primo grande successo grazie ad una opera letteraria, il romanzo Viva Gioconda!, scritto durante la seconda guerra mondiale e pubblicato pubblicato a Milano nel 1943 dall’editore Bianchi-Giovini.

Tuttavia, per potersi dedicare completamente alla pittura, nel 1946 lascia la Olivetti e si stabilisce vicino a Como.

Tiene la sua prima mostra a Milano, nel 1949, alla Galleria Borromini, dove le sue Isole di Statue e Città di Statue suscitano un forte interesse nella critica. In questa occasione il direttore del Museo d’Arte Moderna di New York, Alfred H. Barr Jr., acquista un’opera di Fiume per il museo da lui diretto, al contempo ne viene acquisito un altro da parte della collezione Jucker di Milano. Fra il 1949 e il 1952, su invito dell’industriale Bruno Buitoni, Fiume realizza un ciclo di dieci grandi dipinti sul tema: “le avventure, le sventure e le glorie dell’antica Perugia” ispirandosi a Piero della Francesca e Paolo Uccello. I dipinti, donati dalla famiglia Buitoni alla Regione Umbria nel 1998, sono conservati a Palazzo Donini.

1950, invito della Biennale di Venezia ad esporre il trittico Isola di Statue che gli vale una copertina della rivista americana Life. Gio Ponti gli commissiona un enorme dipinto (48×3 m) destinato alle pareti del salone di prima classe del transatlantico Andrea Doria. Sei anni più tardi, l’immensa tela affonda con l’Andrea Doria al largo di Nantucket, Massachusetts.

Nel 1953, Salvatore Fiume è ormai un artista dalle quotazioni in forte ascesa. Le riviste Life e Time gli commissionano, per le loro sale di riunione di New York, una serie di quadri raffiguranti una storia immaginaria di Manhattan e della Baia di New York.

Nel 1967 Salvatore Fiume decora l’abside della Basilica dell’Annunciazione a Nazareth.

Nel 1973, accompagnato dall’amico fotografo Walter Mori, Fiume va in Etiopia, nella Valle di Babile, dove dipinge su rocce, con vernici anticorrosione.

Nel 1975 la cittadina calabrese di Fiumefreddo Bruzio accoglie la proposta di Fiume di rivitalizzarne gratuitamente il centro storico con alcune sue opere. E’ così che l’artista dipinge alcune pareti interne ed esterne dell’antico castello e la cupola della Cappella di San Rocco.

Nel 1985 tiene una importante mostra presso Castel Sant’Angelo a Roma.

Del 1987 è l’esposizione intitolata ‘De Architectura Pingendi’ allo Sporting d’Hiver di Montecarlo, inaugurata dal principe Ranieri di Monaco.

Nel 1988, l’Università di Palermo gli conferisce la laurea ad honorem in Lettere Moderne come riconoscimento per la sua attività di scrittore.

Nel 1991 espone i suoi progetti architettonici alla Mostra Internazionale di Architettura a Milano.

Sebbene si fosse cimentato con la scultura fin dagli anni ’40, Salvatore Fiume debutta ufficialmente come scultore solo nel 1994 con una mostra alla Galleria Artesanterasmo di Milano. La sua produzione comprende opere con l’uso materiali diversi tra loro, come la pietra, bronzo, resina, legno e ceramica.

Muore a Milano il 3 giugno 1997.